“T’Ki6” a cura di Candeloro Arpaia

ORGANIZZAZIONE

Ci troveremo ogni 15 giorni

“T’Ki6”

Guardare un film insieme per svelare attraverso i nostri dialoghi aperti “ciò che non si vede”: significato, messaggi e poesia dentro la nostra realtà.

Per dare compimento al “desideratum” di ogni essere umano. Cioè, compiere un desiderio necessario, si apre questo spazio di CORSI E CONFERENZE DI CINEMA E ATTRAVERSO IL CINEMA. Uno spazio per conoscere la realtà visibile del mondo in cui viviamo, ciò che siamo dentro e fuori noi stessi. Per ciò “T’Ki6”.

Per questo viaggio attrverso la vita abbiamo video camere indiscrete: i nostri occhi potenziati e aumentati con teleobiettivi e zoom, per percorrere strade, cattuare pezzi, ombre, luci, respiri nascosti nella realtà che ci conforma. Ricomporre frammenti e fare teatro con il materiale povero. Mostrare il “non detto”.

PROGETTO CORTOMETRAGGIO:

Aperto a tutti, neofiti ed sperti. Tutti artigiani del cinema!

Tre minuti di spot, per un gesto, un messaggio, un impatto.

Incontri a stabilire.

CANDELORO ARPAIA & Human Family : Guerrieri della Pace

  1. Per un giurista che era stato, durante l’infanzia, soggiogato dalla educazione cristiana (fulmineamente, poi, abiurata, durante il ’68), le Tavole di Mosè sono sempre state motivo di riflessione. Si tratta del primo esempio di attribuzione di “fisicità” alle regole fondamentali, che, forse, l’essere umano ha, durante la sua evoluzione, progressivamente percepito come strumento indispensabile per la sopravvivenza della specie. Da Gianbattista Vico, poi, ho appreso che l’uscita dell’uomo dallo stato di ferinità è avvenuta, tra l’altro, grazie alla nascita della religione (oltre che all’istituzione delle nozze ed all’uso della sepoltura). La religione, per il Vico, nasce dalla paura e grazie ad essa vengono elaborate le prime leggi del vivere sociale. Ma la religione crea, ben presto, quella che io penso sia la sua degenerazione: la Chiesa, intesa come istituzione, formata dagli esseri umani preposti a collegare il terreno con il divino: i sacerdoti. L’etimo (“sacer” e “dot”) ci chiarisce che si tratta di mortali, superiori agli altri, con il compito di offrire sacrifici alle divinità. Il capo della comunità era anche il capo della istituzione religiosa, guidava il popolo, mediava con la Divinità, amministrava e dirigeva, somministrava la giustizia (monarchia).

    Ma, prima di tutto, il Capo stabiliva le regole.

    Mosè (sacerdote, profeta, monarca capo degli ebrei) intuì che le leggi non potevano più essere affidate alla tradizione orale e, secondo la Bibbia, per dare ad esse l’efficacia necessaria a controllare un popolo così irrequieto, disse che erano state date da Dio, che le aveva incise sulla pietra.

    In realtà le leggi date a Mosè non sono dieci (come nella traduzione in greco della Bibbia), bensì sedici: le prime dieci riguardano gli obblighi verso Javhè, mentre le altre regolano i comportamenti degli uomini (nel testo canonico della religione cattolica, si tratta degli ultimi sette comandamenti). Però nella Torah si leggono 613 precetti di Mosè (oltre i sette di Noè) che sono sintetizzati nei comandamenti.

    Veramente significativo è questo versetto della Torah: la scrittura di Dio fu incisa sulle tavolette, gli Ebrei furono liberi dall’angelo della morte e liberi dalla servitù alle Nazioni.

    Dunque, sono giunto alla conclusione che il Diritto nacque, 3200 anni fa, sul Monte Sinai, grazie a questo antesignano giurista, tiranno assai incazzoso, creativo ed introverso, che aveva saputo unire in un unico popolo etnie profondamente diverse, discendenti di Abramo, Isacco e Giacobbe, nomadi di differenti razze e origini.

    E questo – come sempre – grazie ad una lingua comune, definita “Sacra”, e a leggi scritte “sulla pietra”.Per un bambino cattolico i comandamenti sono la base della sua formazione culturale (il “catechismo”, che ancora adesso, dopo la riforma del 1992, inizia con l’affermazione che lo scopo della vita dell’uomo è quello di conoscere e amare Dio).

  2. Mi sono chiesto se oggi, in una società caratterizzata da un anticipato e precoce apprendimento, un tempo affidato al clero, nelle parrocchie e negli oratori, il catechismo (“istruzione a viva voce”) sia necessario. E, soprattutto, se la conoscenza dei Comandamenti costituisca un argine ai comportamenti asociali (e, dunque, illegali, ossia contra ius).

    Bisogna, a mio parere, porre l’attenzione sulla “educazione” (non già sulla “istruzione”), ossia sul processo di “Metodico conferimento o apprendimento di principi intellettuali e morali, validi a determinati fini, in accordo con le esigenze dell’individuo e della società” (così in Treccani).

    Quindi, non un’attività trasmissiva di “saperi”, ma piuttosto di formazione della persona, al fine di suggerire, anche e soprattutto attraverso l’esempio, una condotta sociale corretta rispetto a norme non necessariamente codificate, ma comunque di generale condivisione.

    Il giusto e il non giusto, il bene e il male, il sociale e l’antisociale, si apprendono, in età sempre più tenera, non solo grazie alla guida di genitori, insegnanti (ed anche di preti), ma anche dai mezzi di comunicazione di massa (i media), dalla stampa e dalla letteratura.

    Alcuni di questi, però, possono pericolosamente influire, su giovani e su adulti, se non sono controllati.

    Il problema è: chi ha il compito di controllare? e chi controlla il controllore? (mi viene in mente il film “Fahrenheit 451” di Truffaut, che narra di una società futura, nella quale lo strapotere assunto dal mezzo televisivo costringe la popolazione a una ebete sudditanza nei confronti dei governanti; i libri, sovversivi per definizione, costituiscono una possibile via di fuga verso nuovi orizzonti, che deve essere evitata).Così ragionando, ho conosciuto l’opera di Krzysztof Kieślowski (vissuto dal 1941/1996), il quale ha narrato in dieci brevi film, scritti e diretti per la televisione, storie ispirate ai Dieci Comandamenti.

  3. Così ragionando, ho conosciuto l’opera di Krzysztof Kieślowski (vissuto dal 1941/1996), il quale ha narrato in dieci brevi film, scritti e diretti per la televisione, storie ispirate ai Dieci Comandamenti.Mi è sembrata l’espressione più elevata (perché libera e laica) della “educazione” in senso profondamente etico.

    Infatti, il Decalogo di Kieślowski non comanda, ma domanda; vive e si alimenta di contraddizioni, anche perché quel che sembra profondamente antitetico (fede e scienza, amore e inganno, crimine e legge, affermazione e negazione) é strettamente collegato. In Decalogo quel sembra tara, fardello morale o esistenziale, è in realtà plusvalore.

    Il regista polacco narra senza esprimere opinioni, senza indirizzare, senza offrire giudizi di valore o disvalore.

    Come tutti i grandi “poeti del dubbio”, Kieslowski non insegna dicendo qualcosa, ma creando una condizione che renda possibile trovare in se stessi qualcosa o un mondo, o quanto meno una riscoperta dell’attenzione al mondo. Non “cinema dell’insegnamento”, ma puro cinema fatto di sensi (e di sentimenti), puro sguardo pieno di pietas nei confronti delle debolezze dell’animo umano.

  4. Così il thema di questa rassegna è “COMANDAMENTI (deka logous)”, che inizia (dopo un breve prologo su scienza e religione, intitolato “Paradiso”) con il primo dei film di Decalogo di Kieślowski: “Io sono il Signore, Dio tuo”.

    Per altri comandamenti mi sono sforzato di scegliere opere di altri autori (profondamente diversi tra loro per nazionalità, età, epoca), scritte secondo la stessa filosofia, che fanno parte del meraviglioso patrimonio culturale dell’umanità, rappresentato dal cinema che intende formare, educare a condotte libere ed etiche, ed anche suscitare emozioni.

    Spero di aver selezionato un cinema che non istruisca. Che non “somministri saperi”. Ma soprattutto, che non comandi.

 

COMANDAMENTI (deka logous)   Proiezioni Tematiche

 

tema titolo    
1 OUVERTUR PARADISO
2 IO SONO IL SIGNORE DIO TUO

DECALOGO 1

LA RICOTTA

3 NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO DIO ESISTE E VIVE A BRUXELLES
4 ONORA IL PADRE E LA MADRE MOMMY
5 RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE IL DUBBIO
6 NON FORNICARE IL CLUB
7 NON UCCIDERE CONTRATIEMPO
7 NON RUBARE LEVIATHAN
8 NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI

LE COSE CHE VERRANNO (L’AVENIR)

oppure

LONTANO DAL PARADISO

9 AMA IL PROSSIMO TUO

FREAKS

HELIUM

10 EPILOGO VITAMORTEAMORE

 

DATE E CONDIZIONI A STABILIRE QUANDO CI SARANNO I GRUPPI MINIMI DI INNAMORATI DEL CINEMA