Maria Gloria Alcover Lillo 

ORGANIZZAZIONE

Incontri settimanali.   Ogni lunedì dalle 15,30 in poi ci siamo. Ognuna arriva quando è libera. Si tesse assieme.

Maria Gloria Alcover Lillo

Maria Gloria Alcover Lillo

Da quando sono bambina ho ricamato. Intessuto tristezza e allegria sull’anima mia . Ho annodato con le mie mani orrori e meraviglie della vita incomprensibile. Tessere è stato per me l’inizio del tempo della contemplazione, tempo di silenzio e di canto. Il segreto per aprire la porta personale, profonda e misteriosa al mondo interiore, al cosmos e alla intima intimità, dove solo Dio ha acceso.

Chiunque tesse, anche senza rendersene conto, ricama se stesso alla Vita.

Luciana Bellotti

Luciana Bellotti

Questa sezione apre lo spazio non solo alle donne, già che ci sono tanti uomini artigiani del tessuto che hanno saputo sorprendere con la loro abilità, gusto e grazia, e sono stati loro a costruire gli strumenti adeguati all’opera come per esempio i telai a posta per fare stupendi tappeti e altre opere di grande respiro e ispirazione artistica.

In questa sezione ci sara un tipo di artigianato semplice, cioè “alla mano”, d’accordo allo spazio fisico del quale disponiamo. Potremmo fare tutto il piccolo: dalla elaborazione di maglioni di fantasia alla classica coperta di Op-Art.. Da tappeti semplici a tappeti murali e/o murali fatti a macramè (migram, arabo) tecnica antichissima e abituale per quasi tutti i popoli. L’arte di annodare era una manualità quasi spontanea per necessaria, dunque era fatta da tutti: donne, uomini, adolescenti e bimbi. Possiamo dire che è stata la prima forma di tessere di tutti popoli sulla nostra terra annodando cielo, costellazioni e poesia geometrica dell’universo nascosto in ogni gesto della nostra vita. Data dall’Età di Pietra e consisteva nell’annodare con le mani le fibre vegetali o il cuoio per fare reti da pesca o vassoi per il cibo, la frutta o la caccia minore. Basta ricordare la stupenda fattura dei nodi dei marinai e del lavoro con le mani per annodare quanto fosse necessario trattenere nella vita. Per questo motivo segnalo che questa sezione è aperta a tutti quanti nonostante la nostra abitudine è pensare che la tradizione naturale del tessere è stato centrata nelle donne per necessità dei fatti. Abitualmente siamo state le donne a provvedere tutto quanto fosse necessario per la casa: figli, utili, arredamenti, ecc .. Tessere è stato come tutti l’artigianato, più che una fantasia artistica, una necessità dove l’essere umano ha scoperto la meraviglia del “poter fare” (uomo faber) e partecipare individualmente a qualcosa di buono per la comunità e per la vita. La meraviglia del binomio NECESSITA /CO-CREAZIONE ricostruendo ognuno, anche senza rendersene conto, un pezzettino d’Universo.

Questo piccolo spazio permetterà qualcosa molto bella: tessere assieme. Da quando il mondo è mondo questo tessere assieme è stato un luogo di umanizzazione attraverso il lavoro. Lì sono nati preghiere e canti di accompagnamento mentre si facevano i tessuti, individualmente o a quattro mani (o di più) e son nate anche danze per poter riposare tra ore lunghe di lavoro. Ricordate che l’artigianato è stato una risposta alla necessità dell’uomo e della comunità. Per questo motivo le cose che si faranno avranno un “senso”: si potranno vendere per poter contribuire alla costruzione del progetto Cochasqui o altri progetti necessari alla comunità degli uomini.

Raccontano che quando si tesse si trovano soluzioni ai conflitti, si chiarificano e si ritornano a creare storie mitiche che sono dentro del cuore del gruppo per risolvere le difficoltà, piccole o grandi, della nostra quotidianità.. Tessere è stato sempre un spazio che da profondità alla vita, pace e serenità. Un filo che ricama passato presente e futuro di verità e desideri nella nostra anima di carne e ossa. Tessere è, in definitiva, anche senza sapere ne volere, pregare.

CORSO BASE UNCINETTO per MAMME in ATTESA

(benvenute, zie sorelle, nonne e bisnonne)

Quando ero bambina e trascorrevo le vacanze estive dai nonni in Calabria, passavo buona parte del mio tempo con le donne più semplici e umili del paese. Mi piaceva stare con loro, sapevano cucire, tessere, cucinare, ricamare ed erano sempre allegre e ricche di fantasia. Sapevano anche cantare e intonavano le canzoni tradizionali calabresi mentre svolgevano le loro mansioni.

Ero attratta soprattutto da un’anziana signora che tesseva. Ricordo i suoi piedi nudi sui pedali di un grande telaio e le mani che intrecciavano fili, forme e colori. Era la tessitrice di famiglia, tesseva tutto ciò che mia nonna le chiedeva: le pezzare (piccoli tappeti), le lenzuola, i copriletti, le tovaglie, gli asciugamani.

Un giorno di tanti e tanti anni fa, appena arrivata in Calabria, scoprii  che il telaio non c’era più e non c’era  più neanche la tessitrice. Ma come, pensai, la nonna regala il telaio ad estranei senza chiedere il mio parere? Ci rimasi molto male, ma ero rassegnata. Avevo capito che quel bellissimo strumento non mi apparteneva fisicamente o meglio,  sarebbe appartenuto per sempre solo al mio ricordo.

Il tempo passa e noi percorriamo strade che poco ci corrispondono o che ci appartengono completamente ma …  “il disegno” della nostra anima resta lì per sempre, immutato, cristallizzato e in attesa di esprimersi.

E come quando si apre un cassetto dimenticato e riaffiorano oggetti, immagini, ricordi … così, nella stessa maniera, alcuni anni fa, riaprendo un vecchio baule, ritrovo quelle bellissime tele tessute dalla tessitrice di famiglia e decido di comprarmi un telaio e mettermi a tessere.

Mi piace “ordire”, è come congiungere il Cielo con la Terra. Mi piace “tramare” perché si intrecciano “fli, forme e colori” creando storie meravigliose.

Come intendiamo portare avanti il progetto?

Incontri settimanali. Ogni lunedì dalle 15,30 in poi ci siamo. Ognuna arriva quando è libera. Si tesse assieme.

Abbiamo un lavoro comune: la Coperta Zingara. Pezzi di 50x50 che ognuna fa come vuole sviluppando la propria creatività. Quando sarà finita si ricamano a mano ogni pezzo su una base si stoffa che fa la base della coperta. Questo lavoro sarà esposto alla fine. Se ci piacerà..si ripettera e le coperte che faremo si potranno vendere per ricavare fondi per aiutare al Progetto Cochasqui, il progetto di aiuto al grupo indigena andino Kitu Kara che sono un grande gruppo di bimbi, anziani e adulti molto bisognosi anche delle cose più elementari como il mangiare quotidianamente.

Alle 18,30 si apre il tempo del Knit Caffè Tessitrici. Un tempo per condividere qualsiasi tipo di lavoro. Chiunque può venire a tessere e cucire insieme, anche le calze accumulate che non hai mai voglia di cucire da sola. E si finisce alla sera quando si desidera..liberamente.

Recuperare memoria per recuperare Storia.

Tra i progetti dentro del progetto ci sono iniziative molto interessante:

-1- Recuperare i canti dei tessitrici, dei pescatori…della mondine..per cantare noi un’altra volta.

-2- Recuperare le pesone che hanno chiuso il suoi Telai per anzianità o per abbandono del mestiere (considerando le difficoltà del mondo artigianale). Questa parte del progetto comporta un bel lavoro di registrazione, documentazione.

-3- Radunare tessitrici e ricamare pasato,presente e fututuro per offrire una nuova continuità.

-4- Una volta al anno un bel VIAGGIO di INCONTRI con altri/e tessitrici in Italia o fuori Italia.