“HYBRIS” è uno spettacolo che deriva da una particolare e personalissima interpretazione della musica, soprattutto dei grandi classici italiani e inglesi.
Quando un musicista in erba, o un ascoltatore medio entrano in relazione con una canzone grande, immensa, immortale, se ne accorgono subito, ne percepiscono il potere. L’interpretazione di un’opera d’arte del genere sembra quindi dover essere per forza un tentativo di ricalcare quella sensazione provata ascoltandola, quella meraviglia. Ma ripetere è noia, e la musica è tutto il contrario. Quindi, come reinterpretare pezzi che hanno segnato un’epoca e un modo di fare musica? Semplicemente, li si porta fuori dal mondo che hanno creato, in un luogo nuovo, in un genere diverso. Così con una grande canzone e un genere totalmente discorde si ottiene un “ibrido”. Anche il titolo dello spettacolo vuole ricalcare questa unione di opposti, ricordando appunto la parola inglese “Hybrid”.
Questo modo di agire porta con sé delle necessarie riflessioni, perché a maneggiare bellissimi brani come uno scienziato pazzo che fa esperimenti su cavie, si rischia di andare un po’ troppo oltre. Qui si arriva al vero significato dello spettacolo, infatti testualmente “hybris” significa “tracotanza, superbia, sfida agli dei”. Questo peccato capitale è quello, fra gli altri, dell’artista, o di chi si crede degno di rimaneggiare e snaturare le opere di altri. In fondo, questo spettacolo tratta della natura dell’arte, e di quanto riconoscere l’insolenza di questi esperimenti sia importante.
Sono queste le riflessioni che portano alla produzione dell’arte, secondo l’autore Riccardo Vezzani, musicista di 20 anni studente di Ingegneria.
EVENTO RISERVATO AI SOCI
Sarà possibile effettuare il tesseramento all’ingresso in qualunque serata antecedente l’evento oppure durante la sera stessa.
Costo tessera annuale 10 EURO.
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